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07/02/2017 | 20:12

Il pubblico ministero ha chiuso le indagini sulla morte del quindicenne di Alezio deceduto a seguito di una caduta durante un giro sulla giostra. Il proprietario e manovratore di quest'ultima, Gianmarco Pisanello, 29enne di Gallipoli, risponde dell'accusa di omicidio colposo.


La giostra sulla quale è avvenuto il fatto


Alezio. Avrebbe dovuto fermare la giostra, quando Samuele Piro ed altri ragazzi si alzarono in piedi. Il pubblico ministero Emilio Arnesano ha chiuso le indagini sulla morte del quindicenne di Alezio, deceduto a seguito di una caduta durante un giro sul Tagadà.  Il proprietario e manovratore di quest'ultima, Gianmarco Pisanello, 29enne di Gallipoli, risponde dell'accusa di omicidio colposo. Nello specifico, "per avere, per colpa consistita in imprudenza, negligenza ed imperizia, cagionato la morte del minore Samuele Piro".

Il Dr. Arnesano, nell'avviso di conclusione delle indagini, sostiene che il conduttore del tagadà avrebbe dovuto arrestare il movimento della giostra e obbligare Samuele e gli altri giovani a sedersi. Invece, li avrebbe incitati ad alzare in alto le braccia, rendendo ancor più precario il loro equilibrio.

Inoltre, ritiene il pm, Pisanello avrebbe dovuto rivestire con un'imbottitura, i maniglioni di ferro che delimitano i sedili. Difatti, il giovane Samuele dopo aver perso l'equilibrio, avrebbe urtato all'altezza della zona toracico-addominale contro uno dei suddetti maniglioni.  L'impatto avrebbe provocato lo  spappolamento del fegato e la morte del ragazzo.  

Gianmarco Pisanello è assistito dall'avvocato Luigi Suez. L'indagato, attraverso il proprio legale, potrà entro il termine di 20 giorni produrre memorie difensive ed essere ascoltato dal pubblico ministero.

Ricordiamo che Samuele Piro, quella tragica sera del 14 agosto, era in compagnia di amici in occasione della Festa in onore della Madonna della Lizza, nella sua Alezio. Durante un giro sul tagadà si sarebbe alzato in piedi andando a sbattere con il fianco destro sulla balaustra in metallo. Una caduta che purtroppo si è rivelata fatale, poiché in seguito al ricovero presso il "Fazzi" di Lecce, ha continuato perdere molto sangue ed è deceduto poche ore dopo, intorno alle 2.

La Procura, nel corso dell'inchiesta, si è avvalsa della consulenza tecnica dell'ingegnere Angelo Nocioni per verificare la funzionalità della giostra ( posta sotto sequestro dopo la tragedia) e l'installazione dei dispositivi di sicurezza.  Anche il difensore dei familiari del giovane Samuele Piro, l'avvocato Pompeo De Mitri, si è affidato a periti di parte. La consulenza sugli aspetti tecnici è stata eseguita da: Luca De Marini, Claudio Leone, Gabriele Cortese e Cosimo Prontera.

Il pm Emilio Arnesano, nel corso delle indagini, ha inoltre acquisito i video girati con il cellulare,dagli amici di Samuele per ricostruire quei drammatici minuti prima della tragedia.

Infine, vi sono gli esiti dell'autopsia, eseguita dal medico legale Ermenegildo Colosimo. Questi ha accertato che Samuele è morto a seguito di un colpo talmente violento, che gli ha lacerato il fegato e gli ha causato un’emorragia interna. Da quando è sceso dalla giostra fino al momento in cui il suo cuore ha smesso di battere, lo studente avrebbe perso circa tre litri di sangue. Non è stato riscontrato né un trauma toracico, come inizialmente si era ipotizzato, né trauma cranico.
Anche in questo caso, era presente il consulente di parte incaricato dalla famiglia del giovane, il medico legale Virgilio Piccinno, mentre il dr. Gaetano Greco era stato nominato dalla difesa dell'indagato.  




Autore: Angelo Centonze

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