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20/02/2017 | 11:26

Slogan, cartelloni, parole, note musicali e colori per dipingere l'affresco di un desiderio di tutti: diverse centinaia di 'artigiani di pace' hanno percorso le vie del centro invocando l'armonia tra i popoli.


Un momento della Marcia della Pace (Ph. Davide Restino)


Alezio. “La non violenza: stile di una politica per la pace", è il concetto espresso dal Pontefice in occasione del 50esimo anniversario della Giornata Mondiale della Pace, lo scorso 1 Gennaio.
  
Il messaggio è giunto forte e chiaro ad Alezio, dove la Parrocchia Santa Maria Addolorata ha organizzato La Marcia della pace avutasi al termine di una lunga serie di manifestazioni che hanno segnato un periodo fertile di idee e di sogni di comunione.
  
L’evento, patrocinato dal Comune di Alezio, si è tenuto nel pomeriggio di Sabato 18 Febbraio ed ha toccato tutti i luoghi che, in un Paese, rappresentano i principali momenti di aggregazione per i cittadini: la Chiesa, il Municipio e la Scuola. In ogni tappa sono stati significativi gli interventi delle autorità civili e religiose, le riflessioni degli studenti aletini e gli intermezzi musicali dei ragazzi dell’Oratorio Santa Maria della Lizza.
  
“Ribadiamo con fermezza la necessità di rivolgerci alla cultura della Pace. Lo facciamo a gran voce, oggi più di ieri, in risposta a tutti coloro che parlano di ergere muri o di stendere fili spinati utilizzando parole che evocano il marcio di spaventose epoche passate che non devono mai più ripetersi. Oggi più di ieri per contrastare l’individualismo sfrenato che la politica della paura cerca di inculcarci. Non accettiamo che si dica “prima gli americani, prima i francesi, prima gli italiani” noi vogliamo dire “prima gli Uomini , da qualunque parte della terra essi provengano.” Noi dobbiamo resistere!”.
  
Si è espresso in questi termini il Sindaco di Alezio, Vincenzo Romano.
Al cospetto di un imponente puzzle raffigurante i temi della fratellanza, realizzato dalla tipografia CMYK, abbiamo raccolto poi  la dichiarazione del parroco di Alezio Don Antonio Minerba.
  
 “Abbiamo assistito all’epilogo di un cammino fatto con tutte associazioni parrocchiali.  Eravamo in tantissimi, non potevo sperare di meglio! Chi non ha potuto marciare con noi a causa della sua invalidità era comunque presente nei doni che ha contribuito a cucire. La comunità ha realizzato infatti ben 23 coperte, 5 copertine da culla 3 cuscini che verranno donati ad alcune strutture di accoglienza della zona. Queste coperte sono il frutto di tante mani che hanno collaborato in nome della Solidarietà e della Carità.  Una di queste coperte è riservata al centro di accoglienza di Tarando dove è ospite Faran, il piccolo pakistano giunto ad Alezio nella notte dell’11 settembre. Ora studia italiano, presto verrà integrato a scuola e speriamo possa ricongiungersi con la sua famiglia quanto prima.”.
  
Accoglienza,condivisione ed umanità sono state dunque le parole d’ordine di un pomeriggio che gli aletini non dimenticheranno facilmente. Un atto di resistenza alla disumanità di chi vorrebbe restare indifferente alle esplosioni delle bombe, lontane eppure così rumorose, che dilaniano la terra.
  
Armenia Cotardo




Autore: A cura della Redazione

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